Merville "Casa nel Parco"

03 Set ARCHITETTURA RADIANTE

Da Wikipedia alla voce “Architettura”:

“L’architettura è nata anzitutto per soddisfare le necessità biologiche dell’uomo quali la protezione dagli agenti atmosferici, e proprio per questo è tra le discipline maggiormente presenti in tutte le civiltà.”

Naturalmente l’architettura non è solo questo, ma da questo primo bisogno dell’uomo è nata.

Con il tempo si è arricchita di significati, fino al punto di dimenticare il primo, per effetto anche di quel grande processo di cambiamento costituito dalla Rivoluzione Industriale che, sotto questo aspetto, ha avuto il suo punto di svolta con l’invenzione dell’aria condizionata.

ARCHITETTURA RADIANTE si propone di ritrovare le radici dimenticate dell’architettura, per completarla, rivitalizzarla, al di là di visioni artificiose, correnti e mode, e tornare a darle la capacità di portare l’uomo al centro.

Il clima interno, per ridiventare architettura, deve recuperare la modalità fondamentale con cui avviene lo scambio di calore fra  il corpo umano e l’ambiente costruito in cui soggiorna: l’irraggiamento.

Il fatto stesso che questa modalità sia poco conosciuta, se non addirittura equivocata, ne conferma l’oblio. Troppo spesso infatti, nella moderna cultura architettonica, i flussi d’aria, naturali o forzati, hanno assunto iconograficamente il ruolo di responsabili dei fenomeni termici dell’ambiente, senza che a ciò corrispondessero i reali effetti sensoriali degli occupanti.

Eppure l’irraggiamento è sempre stato il meccanismo fondamentale di scambio termico fra l’uomo e l’ambiente da lui costruito: dal fuoco nella grotta, all’igloo, al castello medioevale e ai palazzi del rinascimento, è questo meccanismo fondamentale, che possiede la proprietà staordinaria di viaggiare alla stessa velocità della luce, ad aver risposto al suo bisogno di benessere termico. Senza sapere nulla di fisica fondamentale l’uomo ha però saputo sfruttare tale meccanismo naturalmente, grazie ad un’architettura fatta di grandi masse, di aperture e schermature intelligenti, che conciliavano al meglio funzione e forma, e conferendo valore nel tempo all’edificio.
L’irraggiamento termico è costituito da  quella gamma di frequenze che vengono subito dopo la luce denominata infrarosso. La nostra pelle emette radiazione infrarossa naturalmente in quanto possiede un proprietà, chiamata emissività, che la rende perfetta per questa funzione. In pratica siamo una vera e propria antenna ricevente ed emittente nella frequenza dell’infrarosso.
Per sfruttare questa proprietà è però innanzitutto necessario che anche le superfici che ci circondano possiedano la stessa proprietà e, cosa non casuale, la quasi totalità dei materiali comunemente impiegati nell’edilizia, la possiede ai massimi livelli. Ma perché lo scambio termico avvenga è infine anche necessario che tali superfici abbiano una adeguata differenza di temperatura con quella della nostra pelle, sempre di tipo negativo (T pelle > T superfici).
Nell’architettura del passato questo differenziale era fornito dalla capacità di accumulo diurno e anche stagionale delle masse e dai criteri costruttivi adottati per il controllo della luce solare.

Oggi è possibile ricorrendo alla tecnologia dei pannelli radianti.

Perché il radiante diventi architettura è però necessario che soddisfi le seguenti condizioni:

  • sia performante
  • sia semplice
  • sia economico
  • sia affidabile
  • sia integrabile
L’ultima di queste, l’integrabilità, è quella che più di tutte coinvolge la figura dell’architetto.
ARCHITETTURA RADIANTE si propone di fornigli strumenti, formazione, soluzioni, esempi che gli permettano di appropriarsi di una competenza essenziale per conferire ai propri progetti la capacità di garantire benessere, qualità della vita e produttività insieme a estetica, funzionalità ed economicità.
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