30 Set GIOCARE A FRECCETTE

E’ molto in uso nei disegni degli architetti, in particolare bioclimatici, illustrare i fenomeni termici che avvengono all’interno degli edifici con l’impiego di frecce che indicano i flussi d’aria supposti a garantire il confort termico e la ventilazione degli ambienti, spesso grazie a soluzioni architettoniche mirate a garantire tali flussi in modo naturale.
Ma non è così.
Tali flussi, che nella realtà comunque non sempre rispettano gli andamenti ipotizzati, sono perlopiù motivo di disturbo in quanto il corpo umano non gradisce l’azione meccanica dell’aria sulla pelle se non in minima parte.
Per provare confort termico il corpo necessita di irraggiare e ciò è reso possibile solo dalla temperatura delle superfici.

Nel passato la temperatura superficiale era moderata dall’uso di masse importanti che smorzavano le escursioni termiche giornaliere e anche stagionali garantendo temperature delle superfici interne più ridotte in estate e più elevate in inverno. Era nel contesto di tali masse radianti che i flussi d’aria potevano essere gradevoli e svolgere la funzione di rimuovere odori e umidità e solo in certi giorni o orari anche raffrescare. Nei moderni edifici leggeri la loro funzione termica è illusoria.

Ciò che la cultura termotecnica basata sull’aria condizionata ha fatto dimenticare è stata appunto la temperatura radiante, ossia quella delle superfici.

L’architetto è la figura professionale che più di tutti può riattivare gli scambi radianti facendo diventare le superfici che irraggiano una opportunità architettonica.

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