03 Set QUALI SUPERFICI

Parlando di radiante oggi si pensa prevalentemente al pavimento, dato che è la superficie normalmente usata per il riscaldamento. Ciò risponde anche all’idea diffusa che il caldo va su.

Questa credenza infatti è legata al tipico comportamento dell’aria calda.

I sistemi radianti non seguono questa logica per cui è importante scegliere di posizionarli dove meglio possono esprimere la loro funzione di “irraggiamento”.

Nell’ambito di una casa è a tutti evidente che la superficie con minori vincoli di arredi, tappeti, porte, finestre, quadri, ecc. è il soffitto che quindi diventa “il cielo di casa tua”. Questa definizione si collega con ciò che avviene in natura: caldo e freddo vengono dall’alto, di giorno la terra assorbe la radiazione solare riscaldandosi e, come effetto secondario, scaldando per contatto anche l’aria, e di notte re-irraggia il calore assorbito verso la volta celeste fredda tornando così a raffreddarsi e con essa, nuovamente, anche l’aria.

Superata questa barriera culturale si aprono importanti vantaggi tra cui quella dell’integrazione architettonica, citata nel post precedente.

Qui l’architetto entra decisamente in gioco perché gli si offre la possibilità di sfruttare questa superficie per ottimizzare il processo costruttivo, esprimere forme e movimenti che arricchiscono l’ambiente, aumentare fino a 3-4 volte le performance e, in generale, godere di maggiore libertà espressiva.

Vedremo nei prossimi post queste diverse possibilità

16 Comments
  • Roberto Manfredi
    Posted at 16:23h, 29 dicembre

    Ad oggi i pavimenti radianti, ormai considerati tecnologia vecchia, non restano ancora i più indicati per il cliente medio che trova piacevole la sensazione di calore sui piedi ? come dimostrargli il contrario ? come si può dare la prova tangibile che le temperature a pavimento in case malamente isolate siano confortevoli anche con irraggiamento dal soffitto ?

    • Roberto Messana
      Posted at 17:53h, 03 gennaio

      La domanda è interessante dà l’occasione per fare altra chiarezza.
      Posizionare un impianto a pavimento in un edificio mal coibentato non è forse anche “coibentare” il pavimento? L’effetto positivo, la gradevolezza citata, deriva innanzitutto da questo, dall’averlo coibentato.
      Detto questo va poi ricordato che le dispersioni maggiori dell’edificio avvengono dalle superfici direttamente a contatto con l’esterno (pareti e soffitto). Anche installando un impianto a pavimento in un edificio così le altre superfici continueranno a disperdere e manifesteranno la loro presenza con correnti d’aria discendente (che dà fastidio ai piedi) e irraggiamento elevato del corpo verso l’alto, oltre ovviamente a maggiori consumi.
      Il problema non nasce quindi tanto dalla posizione del pannello ma dalle caratteristiche dell’edificio; posizionato a pavimento o a soffitto un edificio poco isolato rimarrà tale, ma con il pannello a soffitto disperderà di meno.
      Questo in linea generale, poi naturalmente bisogna fare i conti con i tanti casi particolari. Invito quindi i lettori a sottoporne alcuni di interessanti.

  • Franco Memna
    Posted at 15:09h, 18 luglio

    Ho appena acquistato un nuovo ufficio.
    L’edificio è nuovo e la costruzione è stata appena terminata, manca solo l’installazione dell’impianto di riscaldamento/raffrescamento.
    Sembrerebbe che abbiano adottato tutti gli accorgimenti atti ad un ottimo contenimento energetico/isolamento termico.
    Mi vengono ora proposte due soluzioni.
    La prima prevede l’istallazione di un impianto radiante a pavimento utilizzabile SIA per il riscaldamento, SIA per il raffrescamento e in aggiunta una macchina
    di deumidificazione (NON E’ PREVISTA però una macchina di scambio/recupero aria con l’esterno).
    La seconda opzione invece prevede l’installazione classica di termosifoni e split per aria condizionata, ovviamente più economica.
    Sarei propenso ad adottare la prima soluzione, ma ho il duppio che l’installazione A PAVIMENTO non sia in grado di raffrescare sufficientemente l’ambiente,
    tenuto conto che nella stanza dove si lavora maggiormente ci saranno 4 persone, 4 computer, luci al neon…..
    Cosa ne pensa? Gli impianti di raffrescamento a pavimento sono efficienti come quelli a soffitto o parete?
    Mancando oltretutto una macchina di scambio/recupero aria con l’esterno rischio che si formino e ristagnino cattivi odori e peggio ancora si crei un ambiente
    poco salubre?
    Ovviamente gli ambienti ogni tanto vanno arieggiati, ma l’estate avendo temperature esterne intorno ai 30 gradi aprendo le finestre entrerebbe tutto il calore.
    In quanto tempo si può stimare che un alloggio o ufficio riprenda una temperatura confortevole?

    • Roberto Messana
      Posted at 14:15h, 19 luglio

      Chiaramente la soluzione radiante è in grado di fornire un benessere ed un’efficienza notevolmente superiori e una totale assenza di impatto estetico. Le sue perplessità sono però giustificate per il fatto che non è il posizionamento a pavimento quello che può garantire al meglio queste prestazioni bensì il soffitto.
      L’applicazione a soffitto è inoltre più veloce da realizzare e, opportunamente realizzata, le consentirebbe anche di predisporre un futuro ricambio d’aria. I vantaggi sarebbero poi: potenza in freddo da 3 a 4 volte superiore, velocità di reazione fino a 15 volte superiore.
      Se vuole prendere una decisione informata e consapevole siamo disponibili a fornirle le proposte più idonee.

  • Nicolantonio Monaco
    Posted at 23:41h, 18 ottobre

    In un attico in ristrutturazione che dovremo coibentare dall’interno almeno sotto il solaio di copertura stiamo per istallare una pompa di calore reversibile + ventilconvettori o pannelli radianti a soffitto.
    Non ho però esperienza diretta sulla bontà di questi ultimi anche se concettualmente mi sembrano molto interessanti.
    Utilizzando i pannelli radianti, a pari condizioni di coibentazione (U del solaio 0,40W/m²K) rispetto ad un sistema con ventilconvettori si può pensare di ridurre la potenza della pdc ?

    • Roberto Messana
      Posted at 09:37h, 21 ottobre

      L’applicazione dei pannelli radianti a soffitto sortisce più effetti:
      Innanzitutto migliora ulteriormente l’isolamento del tetto in quanto aggiunge il proprio spessore di isolamento (per RayMagic 4cm di polistirene espanso) e quindi riduce la potenza necessaria per la pdc.
      Non fa rumore.
      Non occupa spazio a terra o a parete; con la versione RayMagic Beams i pannelli si possono installare direttamente all’interno delle travi, se a vista, con uno spessore totale di 46 mm.
      Date le temperature dei fluidi più basse in riscaldamento e più alte in raffescamento migliora i rendimenti della pdc e riduce ulteriormente i consumi.
      Infine il benessere è il vero benessere, non il semplice caldo o freddo che può fare un sistema a aria, ma una godibilità dell’ambiente senza pari.

  • Nicolantonio Monaco
    Posted at 21:30h, 21 ottobre

    Un altro piccolo contributo alla diminuzione di potenza della pdc ottenuta istallando i pannelli radianti a soffitto al posto dei ventilconvettori dovrebbe arrivare dal che questi ultimi verrebbero posizionati nei sottofinestra o comunque sulle pareti esterne. Ne risulterebbe una distribuzione di temperature meno omogenea e quindi una maggiore dispersione.
    Ma il punto principale è, come credo, il maggior comfort che si otterrebbe. Possiamo avere una ragionevole certezza che quella sensazione di calore avvolgente che si ha con il radiante a pavimento si mantiene anche con il radiante a soffitto ? in quale misura ?

    • Roberto Messana
      Posted at 10:36h, 23 ottobre

      In riscaldamento la sensazione di piacevolezza è assolutamente equivalente tranne in casi in cui il pavimento sia non isolato e molto disperdente, ma non è questo il caso, addirittura è opposto in quanto la superficie disperdente è il tetto che verrebbe ulteriormente isolato e attivato. Direi che l’effetto globale è ancora più soft.
      In raffrescamento il radiante a soffitto non ha confronti, sia per la maggiore potenza che può esprimere (fino a 4 volte quella del pavimento) sia per l’estrema fisiologicità che la miglior distribuzione delle temperature superficiali offre al corpo.
      Concludo facendo presente che in natura sia il caldo che il freddo vengono generati dall’alto per cui…niente di meglio che seguire la natura.

  • Valter Fabris
    Posted at 18:47h, 14 gennaio

    Assodata la qualità dell’irraggiamento, il doppio vantaggio, caldo + fresco estivo; Costi approssimativi metro quadro pannelli, pompa di calore, installazione e di gestione? per una casa di 150 mq, calpestabili 120mq, (basta che i pannelli coprano l’ottanta per cento della superficie?).
    Spesa annua attuale solo riscaldamento con GPL 3.500€. Grazie.

    • Roberto Messana
      Posted at 19:42h, 31 maggio

      Grazie della domanda.
      Innanzi tutto va detto che con pannelli radianti ad alte prestazioni come Ray Magic (grazie all’anima interna di alluminio ed all’ottimo rapporto fra superficie radiante netta e lorda) la superficie del soffitto che è necessario attivare in ambito residenziale è fra il 40% e il 60%.
      Ciò contribuisce a contenerne il costo.
      Moltiplicando la superficie calpestabile (120 mq) per la percentuale si ottiene quella radiante totale (es. 120×50% = 60mq).
      Orientativamente il costo dell’area radiante installata può aggirarsi sui 70-90€/mq cui andrebbe eventualmente aggiunta l’area non radiante se si vuole mantenere una uniformità di superficie.
      Quindi, adottando valori medi:
      60mq x 80€ = 4.800€
      60mq x 27€ = 1620€ (per l’eventuale completamento)
      Per la pompa di calore e relativi collegamenti possono essere considerati altri 6-8.000€ (il mercato offre tantissime alternative ma per il solo caldo uno può mantenere anche la caldaia esistente)
      Il costo aumenta se si vuole fare anche il raffrescamento in quanto diventa indispensabile la regolazione il cui prezzo dipende dal numero di stanze indipendenti che si vogliono gestire, dalla eventuale deumidificazione e, per avere il massimo, anche il ricambio d’aria meccanico con il recuperatore (a media o alta efficienza).
      Per questa parte può contattarci per un preventivo dedicato.

      Visto che la sua domanda si riferisce al solo riscaldamento potrei dirle che il risparmio che può aspettarsi può aggirarsi da un minimo del 20% fino a superare il 40%.

      In merito al benessere non c’è confronto.

  • marco
    Posted at 21:52h, 20 aprile

    Buongiorno,
    Vorrei installare sul mio appartamento un soffitto radiante.
    Ho chiesto vari preventivi ha diverse ditte che producono questi prodotti, fra queste anche alla Messana.
    Ho notato che ogni ditta utilizza un sistema diverso di raccordo.
    Il vostro è sicuramente il più veloce da installare, con il sistema Giunto Magic, ma che rassicurazioni mi date sulla sicurezza e la durata di questi giunti, visto che un sistema di riscaldamento deve funzionare per una quarantina di anni?
    Grazie per l’attenzione.
    Marco

    • Roberto Messana
      Posted at 12:01h, 21 aprile

      Il giunto Magic nasce per soddisfare la doppia esigenza di semplificare l’installazione e garantire la durata e l’affidabilità. Non è semplice sintetizzare tutta l’esperienza che ha portato la Messana a raggiungere questo risultato ma noi lo garantiamo con una polizza RC prodotto decennale, il massimo ammesso per legge.
      Di fatto il pannello, con tutti i suoi componenti idraulici, è pensato per seguire la vita dell’edificio e quindi per decenni. A titolo di ulteriore sicurezza va comunque detto che i giunti Magic, qualora dovesse capitare nel tempo una perdita per difettosità di produzione, sono di facile sostituzione con poco disagio.

  • marco
    Posted at 20:55h, 22 aprile

    Volevo ringraziarla per la sua celere risposta.
    Volevo farle ancora una domanda dopo aver seguito (grazie a you tube) il convegno da voi organizzata nel 2011 “architettura radiante”.
    Sentito l’intervento dell’ing. De Carli, le chiedo, nel caso di solo riscaldamento, ha senso, dal punto di vista del confort e del risparmio energetico, vista la bassa inerzia che hanno i soffitti radianti, sfruttare l’intermittenza del sistema riscaldante (es. Imposto 20 gradi dalle ore 6.00 alle ore 21 e 17 gradi dalle 21-6)?

    • Roberto Messana
      Posted at 18:16h, 23 aprile

      Assolutamente si, i soffitti radianti a bassa inerzia hanno tempi di risposta veloci con il vantaggio di una distribuzione diffusa e confortevole.

  • Marco
    Posted at 18:15h, 26 settembre

    Ok, il sistema è sicuramente ottimo, ma mi sorge un dubbio…. Questi pannelli andranno ad eliminare la capacità termica areica interna della soletta…. Insomma, d’estate mi costringono a raffrescare nonostante un ottimo isolamento contro il caldo?

    • Roberto Messana
      Posted at 20:23h, 27 settembre

      La soletta sopra il pannello ha sicuramente una capacità termica che dipende da come è realizzata (materiali e spessori) e che contribuisce all’effetto volano della struttura. Va però detto che tale volano è utile solo in un piccolo salto termico (2-4°C) coerente con i valori di confort per cui non rappresenta una grande risorsa. I pannelli radianti, essendo una superficie attiva, sostituiscono di gran lunga questa funzione e garantiscono la possibilità di regolare nel tempo la temperatura e il benessere ambientale in modo perfetto. La loro azione radiante attiva coinvolge inoltre tutte le altre masse passive (pavimento, pareti, mobili) e la loro capacità termica (cosa che l’aria condizionata non fa se non in misura minima).
      Va detto infine che, anche se il tetto è ben isolato, il pannello lo migliora ulteriormente e questo non può essere che un ulteriore vantaggio.