30 Ago PERCHE’ SUDIAMO?… SOLO PER RAFFREDDARCI?

Il meccanismo della sudorazione è principalmente finalizzato a dissipare il calore del nostro corpo quando l’attività fisica è molto intensa e/o le condizioni termiche dell’ambiente sono caratterizzate da una temperatura elevata e non consentono di raffreddarci nelle consuete modalità (irraggiamento, convezione, conduzione ed evaporazione osmotica). In pratica la nostra pelle è dotata di una notevole quantità di ghiandole sudoripare (circa 3 milioni) che, opportunamente stimolate dal nostro sistema di termoregolazione, secernono attraverso i pori liquido fisiologico (principalmente acqua e sale) con lo scopo di aumentare la superficie di contatto con l’aria del liquido che sta dentro di noi per favorirne l’evaporazione e consentire un maggiore raffreddamento cutaneo.

La sudorazione è quindi un meccanismo di sopravvivenza termica e come tale non è confortevole ma solo funzionale.

Ciò detto sembra che tutto sia chiaro, logico ed esauriente ma…se andiamo a fondo, ci sono altre cose da scoprire.

In realtà la funzione della sudorazione è stata anche descritta come una reazione ad uno stato emotivo di tensione, paura, ecc. e ciò è senz’altro vero anche se molto meno frequente della funzione termica. Però ciò fa pensare …ad altro.

Perché le ghiandole sudoripare e la sudorazione sono presenti quasi esclusivamente nell’uomo? Negli animali infatti o non sono presenti oppure solo in piccola quantità e magari solo in certe aree cutanee.

Ci sarà un perché.

Proviamo a riflettere.

Innanzitutto gli animali a sangue caldo sono caratterizzati da una temperatura corporea più alta di quella dell’uomo e ciò consente loro di scambiare più facilmente calore con l’esterno, grazie al maggior differenziale di temperatura (∆T). Ciò richiede però un metabolismo più alto e veloce a discapito della longevità.

Gli animali a sangue freddo, i rettili, sono i più antichi e anche se non hanno il problema di dissipare il calore hanno però il cervello più primitivo.

Tornando a quelli a sangue caldo possiamo distinguere sostanzialmente gli uccelli dai mammiferi dove i primi sono tra l’altro i più diretti discendenti dei rettili.

Nei mammiferi possiamo notare una cosa: le ghiandole sudoripare sono presenti in grandissima quantità solo nell’uomo. Cosa fanno quindi gli altri animali?

In pratica le strategie addottate sono:

  1. Aumentare il metabolismo e quindi la temperatura corporea per dissipare di più per irraggiamento, convezione e conduzione
  2. Respirare di più sfruttando la ventilazione polmonare (es. i cani)
  3. Sudare (solo alcuni e poco, eccezion fatta per i cavalli e comunque o sotto sforzo e/o in presenza di grande caldo)

Nell’uomo la prima soluzione doveva essere scartata in quanto poco adatta al suo destino di uomo sapiens.

In merito alla seconda, avete mai provato a parlare quando siete affannati magari perché avete fatto una corsa?

È molto difficile.

Immaginate se foste con la lingua fuori quasi sempre per permettere la normale dissipazione del calore.

Se avessimo quindi una vita abbreviata a causa del metabolismo più elevato e una respirazione affannosa, sempre per dissipare meglio il calore, difficilmente avremmo sviluppato il cervello e la PAROLA.

Proprio così, la parola, la capacità di parlare, strumento essenziale per lo sviluppo dell’intelligenza umana.

Ecco quindi che si delinea una ragione più profonda, e direi anche più importante, della elevata presenza di ghiandole sudoripare nell’uomo. Pensate all’uomo cacciatore, all’uomo che coltiva i campi, che costruisce una casa, tutte attività in cui si suda molto e per molto tempo, durante il quale è però anche necessario comunicare in modo sempre più intelligente.

Ecco anche perchè le civiltà più evolute si sono sviluppate nelle condizioni climatiche più favorevoli, condizioni che l’uomo ha cercato il più possibile di riprodurre all’interno degli edifici.

Se non sudassimo non potremmo parlare! …e non saremmo ciò che siamo.

Prima sudare per poter parlare ma a discapito del rendimento, poi irraggiare per non sudare a vantaggio del rendimento.

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